Heygiò #59- Sai fare il morto?/Quei bravi ragazzi/La colpa è dei cattivi/Genere catastrofico/Mappe&Co.

HEYGIÒ - TOP TREND NEWS SUL GIORNALISMO CHE TI SEI PERSO QUESTA SETTIMANA

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Uno dice una cosa, un altro ne dice un’altra, tu decidi quale è falsa e quale è vera.
— Risposta alla domanda "come definisci una fake news?" nell'ambito di una ricerca del Centro Studi di Giornalismo Reuters

tempo stimato di lettura: 6 minuti e 43 secondi.

Hey Giò,

perché è così difficile dire "abbiamo sbagliato"?

Del resto ci capita da sempre e ci capiterà sempre di più visti i processi e i tempi di lavoro nelle redazioni.

Ma allora perché difendere sempre, sempre, anche davanti all’evidenza, una presunta infallibilità? Perché risentirsi davanti a un appunto? Credo sia un vizio antico. Un’arroganza, anzi, una condanna, un frainteso senso della propria rispettabilità. 

Ma se fino a vent’anni fa quando nascondevamo gli errori o eravamo poco trasparenti eravamo semplicemente scorretti ma la facevamo spesso franca (i più non si sarebbero accorti dell’errore), oggi, al tempo di facebook, questo far finta di niente fa più che altro tenerezza. Ci sarà sempre qualcuno che ci correggerà o che ne saprà più di noi e preciserà, in pubblico, sui social network. E meno male.

E’ brutto sbagliare ed è brutto essere sgamati.
Ma facciamocene una ragione.
Liberiamo noi stessi e i nostri giornali da un mito insostenibile e che fa acqua da tutte le parti.
Proviamo a recuperare un po' dell’ormai scarsissima fiducia di cui godiamo.
Diciamolo: non siamo infallibili.
Ma possiamo essere trasparenti.
E forse l'ultima promessa che ancora possiamo fare.

Ecco, cominciamo da qui.

Con questa storia da tenere a mente.

Stefano

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Sai fare il morto? Dopo 30 anni di collaborazione, gli interventi di Luigi Bignami al Tg 5 si sono interrotti. Il direttore Clemente Mimun, non avrebbe gradito le precisazioni fatte dal giornalista scientifico freelance che, in diretta dalla giornalista da studio, era stato presentato come Giovanni Bignami, professore astronomo.

“Vorrei intanto dire - ha attaccato il freelance - che non sono Giovanni Bignami, che è deceduto alcuni mesi or sono ed era professore di astronomia; io sono Luigi Bignami, un giornalista scientifico”.

“Ha reagito in modo eccessivo a un errore della nostra conduttrice, non ho apprezzato neanche un po’ ” avrebbe sentenziato il direttore Mimun nella email poi inviata a Bignami -quello vivo- per sospendere la collaborazione. Per l'ex collaboratore, che ha postato su facebook il suo saluto ai telespettatori del TG5, il Tapiro di Striscia la Notizia.


Genere catastrofico. Era cominciato tutto il 10 ottobre quando il sindaco di Ravenna Michele de Pascale segnalava su facebook un messaggio inoltrato al gruppo facebook La Sentinella Ravennate

Era un messaggio attribuibile alla redazione del programma “Quinta Colonna” di Rete Quattro per la preparazione del programma poi promosso sui social network  con il titolo “Jihadisti tra i migranti?”.

Si chiedeva collaborazione nel “trovare persone che possano intervenire in diretta facendo trasparire la paura e il timore che tra i tanti sbarchi si possano annidare persone legate a cellule terroristiche o persone che, se non controllate a dovere dalle istituzioni, possono essere adescati dalla rete jihadista”.

Carlo Gubitosa dell’Espresso ha ricostruito il prima e il durante della trasmissione presentando un esposto all’ordine dei giornalisti. Si ravviserebbero violazioni della deontologia professionale comprese “ slealtà e malafede nei confronti del pubblico, attacco alla dignità del lavoro giornalistico, utilizzo deontologicamente scorretto dei social network, manipolazione televisiva che azzera il contraddittorio e commenti travestiti da cronaca con rappresentazione travestita da documentazione".

 La segnalazione nel  post  del sindaco Michele di Pascale.

La segnalazione nel post del sindaco Michele di Pascale.


La colpa è dei cattivi. Che cosa è una fake news? "E’ una notizia che pensi non sia vera. Uno dice una cosa, un altro ne dice un’altra, tu decidi quale è falsa e quale è vera”.

Una ricerca curata dal Centro  Studi di Giornalismo Reuters ha indagato, attraverso una serie di focus group negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Spagna e Finlandia, il significato attribuito dalle persone a “fake news”.

Quello che si evidenzia è una non chiara separazione tra fake news e giornalismo. Mentre talvolta si associano le fake news alle storie che girano soprattutto in rete sui social media quasi sempre si mette maggiore enfasi sul fatto che le fake news arrivano da cattivi giornalisti e cattivi politici.


La lotta di Davide. “Local Journalism in the Pacific Northwest” è un paper scritto da Damian Radcliffe per University of Oregon’s Agora Journalism Center ripreso da Focustech.

Attraverso casi studio e una serie di interviste a redattori di giornali anche differenti per storia, dimensione, pubblici, il paper ha individuato alcuni trend del giornalismo locale (Davide) per sopravvivere all’impatto delle nuove tecnologie, dei nuovi comportamenti e dei big di internet (Golia).

Eccone alcuni: contenuti unici, video e social media, rottura dei modi di lavoro passati, redazioni più piccole e con giornalisti con competenze trasversali, più modi di generare entrate, ingaggio della comunità online ed offline, contenuti e redazioni aggiornati in grado di specchiare la comunità che vogliono servire.


Quei bravi ragazzi. I Millennial Usa si sono messi a fare quello che prima non facevano: pagare per le notizie. Politico parla di effetto Trump e rileva che, da Novembre, il New Yorker ha raddoppiato il numero degli abbonati nella fascia 18-34 anni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, The Atlantic ha più che raddoppiato gli abbonati nella fascia 18-24. Anche The Washington Post e The New York Times, che non condividono come d’abitudine dati specifici, registrano lo stesso trend verso gli abbonamenti carta e digitale. 


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Tutti in strada. Dopo l’attentato a Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta la scorsa settimana nell’esplosione di una bomba nella sua auto, migliaia di persone hanno marciato per le vie della capitale cantando inni patriottici, accusando la polizia locale di non aver protetto la giornalista investigativa che denunciava la corruzione nel paese e mostrando cartelli che riprendevano alcune parole del suo ultimo post-blog. "Ci sono dei criminali da qualsiasi parte tu guardi adesso. La situazione è disperata ".

Secondo il New York Times la partecipazione, definita eccezionalmente grande per un paese con una popolazione di soli 430.000, ha richiamato per lo più simpatizzanti del partito nazionalista dell'opposizione ma ha evitato le passioni partigiane e ribadito il supporto alla libertà di parola e il disgusto verso l'intera élite politica.

In una recente intervista ripresa da RaiNews la giornalista ricordava quanto la corruzione a Malta non sia mai stata debellata e l'anomalia delle tre aziende aperte a Panama una settimana dopo le elezioni dal primo ministro, da una persona del suo staff e da un ministro del governo.


Mark accusato. Secondo cinque donne che hanno condiviso i loro account precedentemente sconosciuti con CNN - e secondo altri che non  sono stati testimoni diretti, ma ne erano al corrente - il giornalista veterano Mark Halperin si è reso responsabile di molestie sessuali mentre era in una posizione di potere presso ABC News.

Exgiò. Ghazipur / Uttar Pradesh: il giornalista locale Rajesh Mishra è stato colpito a morte sabato mattina da un killer in bicicletta. Anche il fratello minore del giornalista è stato gravemente ferito.

Una pistola per Giò. Tatyana Felgenhauer, una giornalista radiofonica russa nota anche per le sue critiche al presidente Vladimir Putin, è stata pugnalata al collo nella sede della radio indipendente per cui lavora, a Mosca. Come riferisce il Post, ad aggredirla è stato un uomo che, armato di spray al peperoncino, ha sorpreso le guardie di sorveglianza.

La polizia ha arrestato Boris Grits, 48 anni, che ha cittadinanza russa e israeliana. La radio sta pianificando di armare i giornalisti con armi di difesa, quelle che sparano proiettili di gomma.


Clap clap. La sesta edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo, tenutasi a Torino e sostenuta anche attraverso i fondi otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi, ha premiato la video-inchiesta Tabù HIV di Giulia Elia e il webdoc Le mani sul fiume di Giulia Paltrineri.


  Carto  è un tool per la visualizzazione dei dati

Carto è un tool per la visualizzazione dei dati

Mappe&Co. Spiega CARTO, un tool per la visualizzazione dei dati, che la quasi totalità dei dati raccolti contengono l'indicazione del luogo ma che quel dato spesso non è fruibile per mancanza di strumenti che lo rendano leggibile.

Oltre a CARTO ci sono molti strumenti che i data journalist stanno imparando ad usare: QGIS, OpeStreet Map Google Earth Pro e Google Earth Engine, Datawrapper e D3js. Alcuni fanno cose davvero buone e, con un minimo di confidenza con i fogli di calcolo, ci consentono di offrire una modalità di lettura insostituibile.

Ok, è tutto per stavolta.
Alla prossima!
Stefano