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HEYGIÒ - TOP TREND NEWS SUL GIORNALISMO CHE TI SEI PERSO QUESTA SETTIMANA

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Penso che tutti dovrebbero pagare per i media, come tutti pagano per il cibo. Tutti hanno bisogno del cibo per sopravvivere e non possiamo avere del cibo senza pagare.
— Franklin Foer, autore di World Without Mind: The Existential Threat of Big Tech Companies

tempo stimato di lettura: 6 minuti e 8 secondi.

Hey Giò,

non si tratta di essere contro Facebook.

Non ha senso essere contro qualcosa, figurarsi essere contro Facebook. O Google.
Si tratta però di fermarsi un secondo. Fare il punto su come stiamo lavorando, come i nostri giornali stanno investendo le poche risorse, come noi stessi ogni santo giorno spendiamo il nostro tempo che ci scappa dalle mani.

Quello che facciamo ci sta dando dei risultati? Stiamo facendo la cosa giusta? C'è qualcosa che ci sta sfuggendo?

Ecco, partirei da qui.

Liberarsi da Facebook.

"In questo momento, Facebook è ossessionato dalla promozione del video perché è li che ci sono i soldi. Così adesso sta riempiendo il tuo feed di notizie per darti molti più video. E così ci sono tutti questi editori che impegnano determinate risorse su determinati processi editoriali e investimenti al fine di ottenere certi risultati su Facebook perché Facebook porta un sacco di traffico. Perché è lì che sono gli utenti. Ma quando poi Facebook, in qualche modo capriccioso, decide di cambiare strategia, fa male a tutte le organizzazioni dipendenti da Facebook".

Franklin Foer, corrispondente di the Atlantic, riflette sulla larga dipendenza che gli editori di notizie hanno sviluppato verso le grandi aziende tecnologiche nel suo nuovo libro World Without Mind: The Existential Threat of Big Tech Companies.

Dice che si tratta di una dipendenza malata, una relazione fatta di dati e algoritmi che "ha ucciso i valori fondamentali del giornalismo".


Solo testo. Durante i giorni di Irma la CNN, assunto che molte persone interessate dall’uragano disponevano solo di una banda molto bassa per connettersi a internet, ha annunciato di aver creato una versione solo testo del proprio sito, senza pubblicità né video.

L’esempio più vecchio di sito di solo testo risale a quello della NPR, National Public Radio. “Recentemente, il nostro sito ha fatto ha visto crescere gli accessi“, hanno scritto Patrick Cooper, direttore di web di NPR, e Sara Goo, direttore responsabile delle notizie digitali. “Per quanto accessibile o veloce tu riesca fare il tuo sito principale - e la velocità è fondamentale per noi - le situazioni con bassa larghezza di banda vanno gestite diversamente. Ecco, i nostri miglioramenti sono stati mirati in particolare a utenti in quelle situazioni".

 Il  tweet  con cui CNN ha annunciato il suo sito solo testo.

Il tweet con cui CNN ha annunciato il suo sito solo testo.

Google dallo scorso anno e più recentemente Facebook e Twitter stanno affrontando la questione.

Poynter parla di "un lento ritorno del solo testo". 

Diverse organizzazioni ci stanno lavorando.
Pensano a chi ha una bassa banda e a chi ha problemi visivi. Ma il trend pare interessare anche altri utenti che puntano al cuore dell’informazione.
“Tagliare il non essenziale. Nessuna foto, nessun video, nessuna pubblicità o tracking.
Solo testo, tutto il resto non è necessario”.

 Il sito solo testo di NPR.

Il sito solo testo di NPR.


Pancia vuota, fake news. “Non può esserci qualità se un pezzo viene pagato 10 euro. Perché non si può pretendere la verifica scrupolosa delle fonti, né alcun approfondimento, da parte di chi dovrà mettere insieme quanti più articoli, il più velocemente possibile, per avvicinarsi a una paga mensile che consenta almeno la sopravvivenza”.

Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini al Prix Italia a Milano intervenendo a un dibattito sulle fake news.

Poveri ma belli. «Il giornalista freelance in Italia non è libero di scrivere ciò che vuole ma lavora più degli altri per creare proposte che vengono poi selezionate”.

Rosy Battaglia, freelance premiata con vari riconoscimenti per i suoi lavori ricchi di dati su temi ambientali, mafie e corruzione, si è affidata al crowdfunding per raccontare le sue "Storie resilienti”.

Secondo la giornalista, essere freelance è un modo di concepire il lavoro non appiattito sull’emergente ma orientato a specifici progetti.

“Per me è un po’ questo, avere la libertà di progettare insieme ai committenti qualcosa che sia efficace dal punto di vista della comunicazione e dell’informazione. Questo è lo stimolo più grande, rispetto all’appiattimento che potrebbe magari avere un lavoro in redazione».

Belli e basta. Les Temps ha ricevuto a Washington l'Online Journalism Award per l’insieme del suo lavoro. Solo media non americano tra i finalisti, il giornale svizzero è stato notato per la sua combinazione di contenuti di valore e di elementi multimediali.
Sul sito del Premio sono linkati i lavori analizzati dei giornali premiati. Lunghi formati, visualizzazioni, dati.


Non scaricare l'App in Turchia. Mentre è attesa per fine mese la ripresa del processo a 18 persone del quotidiano Cumhuriyet, riprende il giro di vite della Turchia su pubbliche amministrazioni e media sospettati di rapporti con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen.

 Azioni illegali della Turchia secondo il  parere giuridico  pubblicato in UK.

Azioni illegali della Turchia secondo il parere giuridico pubblicato in UK.

Secondo articolo21 si tratta di oltre 200 mandati di cattura, 67 già eseguiti, contro dipendenti in servizio o già epurati del Comune, e una decina di operatori dell’informazione pubblica, agenzie di stampa e tv.

L’accusa è di aver scaricato ByLock, l’app di messaggistica che per gli investigatori veniva impiegata dai sostenitori di Gulen per scambiarsi informazioni criptate prima e durante il tentativo di colpo di stato del luglio 2016.

Un parere giuridico pubblicato nel Regno Unito sostiene che l'arresto di 75.000 sospetti, soprattutto per il download di ByLock, è illegale.


Rai tre su Periscope. Raitre ha cominciato da qualche giorno a trasmettere su Periscope. Una quindicina le storie pubblicate da una trasmissione e rivedibili online.
Nell’ultima storia il ricordo del giornalista sportivo Aldo #Biscardi inventore del processo e la danza delle manifestazioni in #Catalogna.


ExGiò 1. Aldo Biscardi, morto a Roma nei giorni scorsi, se ne va nell’anno di esordio della VAR nel campionato di calcio di serie A. La «moviola in campo» è stato uno dei tormentoni del giornalista e conduttore del «Il Processo del Lunedì». Biscardi sostenne sempre la necessità di applicare le nuove tecnologie come aiuto agli arbitri.

ExGio 2. E' morto a Palermo per un infarto Marcello Clausi direttore ed editore di Cult, rivista di costume e società molto popolare in Sicilia. 


Chissenefrega. Secondo una ricerca di Ona, la più grande associazione di giornalisti digitali, quasi il 70% delle redazioni non si stanno affatto occupando dei trend tecnologici che cambieranno il mercato delle news nei prossimi cinque-dieci anni.
Questa situazione bloccata ci porta ad occuparci del futuro - hanno spiegato durante il convegno Ona17. In un video Amy Webb mostra alcuni dati della ricerca con prototipi tecnologici, tendenze e strumenti che influenzeranno il giornalismo.

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Non te lo dico. “Il diritto di un giornalista a mantenere il riserbo sulle proprie fonti non può venir meno automaticamente a causa dei comportamenti della fonte o perché l'identità della stessa è nota". Lo scrive la Corte di Strasburgo.

Riporta l’Ansa che la pronuncia si trova in una sentenza di condanna della Norvegia per aver violato la libertà d'espressione di una giornalista a cui i tribunali nazionali avevano più volte ordinato di testimoniare contro un uomo sotto processo, per turbativa del mercato. L'uomo si era autodenunciato come fonte delle informazioni pubblicate dalla reporter, che avevano portato al crollo delle quotazioni in borsa di una società petrolifera.

Volià, alla prossima.
Stefano