Heygiò #53 - Instagram ha ucciso Vogue

HEYGIÒ - 5 TOP TREND NEWS SUL GIORNALISMO QUESTA SETTIMANA

tempo stimato di lettura: 3 min. e 14 sec.

Heygiò seleziona 5 articoli + 1 video da fonti italiane e internazionali.
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  1. Scrivere ciò che viene detto in un confessionale è giornalismo d’inchiesta?

  2. Instagram ha ucciso Vogue

  3. 28 redazioni hanno chiesto ai lettori se pagano per le notizie.

  4. New York Times contro The Washington Post su Trump è l’ultima grande guerra tra giornali?

  5. Che cosa c’è di sbagliato nel giornalismo di oggi?

  6. (Video) Cinque consigli per il personal brand dei giornalisti

 Fonte:  corriere.it

Ho iniziato a pensare che avrei dovuto lasciare il Post nel 2009.
Quel giugno, dopo una rivolta contro il voto in Iran, la prima pagina del giornale titolava: “La guerra del turbante“.
Mi è capitato di essere in ufficio il giorno successivo e ho richiamato il titolo davanti a un editor che non conoscevo bene.
”Sai,” dissi, “non credo che portino il turbante in Iran”.
Lui scrollò le spalle. “Sì, ma i nostri lettori non lo sanno”.
— Julia Dahl in “What I learned about journalism at the New York Post”

Heygiò
Scrivere ciò che viene detto in un confessionale è giornalismo d’inchiesta?

Che senso ha infilarsi nei confessionali e tentare di estorcere le (imbarazzanti) posizioni dei sacerdoti su papa Francesco? Lo ha fatto Ersilio Mattioni sullo scorso numero di Millennium, il magazine del Fatto Quotidiano, recuperando per giunta la strategia con cui Giordano Bruno Guerri scrisse un libro nel lontano 1993, Io ti assolvo. Il reportage, fra l’altro molto bello sotto il profilo stilistico, è stato appena pubblicato online. Il punto è che si rimane perplessi sull’utilità di questo genere di ricognizioni in incognito.

wired.it


Giornali
Instagram ha ucciso Vogue

La notizia è rimbalzata su tutte le testate digitali e sui social del fashion system: Condé Nast farà scomparire dalle edicole a breve Vogue Uomo, Vogue Bambino, Vogue sposa e Vogue accessori.

La raccolta non copriva più i costi di questi quattro giornali? 
Ma soprattutto se questi magazine che presidiavano ambiti come quello degli accessori, degli abiti da sposa, degli abiti per bambini, verranno chiusi, che cosa significa in termini di mercato, sia editoriale, sia a livello merceologico?

Ecco un esempio di quello che sta succedendo. Dolce&Gabbana ha tagliato pesantemente – si parla di cifre a 5 zeri – la pubblicità su alcune testate di moda molto importanti, preferendo i propri canali social, in particolare, l’account Instagram di Stefano Gabbana.

dagospia.com


Lettori
28 redazioni hanno chiesto ai lettori se pagano per le notizie. Il 70% ha risposto sì.

Il 30% delle persone che hanno partecipato a un sondaggio condotto da 28 redazioni hanno detto di non pagare per le notizie. Il restante 70% paga per le notizie da 1 a quattro fornitori. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto che indaga la fiducia accordata alle notizie e alle diverse testate.

Al proposito, tra le risposte circa le fonti non affidabili ci sono BuzzFeed, Yahoo, Social Media, Trump Internet, Huffington Post. Tutto il report Trusting News project è disponibile online.

rjionline.org


 La corrispondente dalla Casa Bianca del  Times  davanti all'Air Force One. Dal fotografo del  Times  Stephen Crowley.

La corrispondente dalla Casa Bianca del Times davanti all'Air Force One.
Dal fotografo del Times Stephen Crowley.

Usa
New York Times contro The Washington Post su Trump è l’ultima grande guerra tra giornali?

Articolo dopo articolo, due grandi giornali americani stanno risorgendo con record di lettori. Uno ha una maggiore audience globale e una famiglia di proprietari da cinque generazioni, l’altro ha Jeff Bezos con un grande potere finanziario e un vantaggio tecnologico.
Il punto della situazione e le sfide in un accurato reportage.

vanityfair.com


Redazione
Che cosa c’è di sbagliato nel giornalismo di oggi?

E’ un peccato quando chiunque, non solo un giornalista, determina una storia prima di aver considerato tutti i fatti. L’unico caso in cui è una buona cosa avere una fine prestabilita è se si sta scrivendo una sceneggiatura o un libro. O un poema o qualcosa di simile.

Generalmente è molto meglio, in campo giornalistico, essere sicuri di aver considerato tutti i fatti prima. Molto spesso alcune delle migliori storie e dei migliori report si producono proprio quando ci si scosta dall’ipotesi iniziale, perché rivelano assai di più e possono essere più profondi rispetto al caso in cui si usi una prospettiva convenzionale.

E’ un atteggiamento particolarmente deleterio nel nostro campo quando scriviamo di argomenti simili e cerchiamo continuamente nuovi modi per discutere le stesse cose che abbiamo già sentito molte volte.

valuewalk.com


(Video) Cinque consigli per il personal brand dei giornalisti

Cinque consigli ai giornalisti per proteggere e sviluppare la reputazione professionale.

  1. Fatti trovare online sul tuo dominio: www.nomecognome.it
  2. Sii chiaro e consistente
  3. Segui la regola 80/20
  4. Adatta i tuoi post ai social media che usi
  5. Pensaci due volte prima di postare


ijnet.org

Extra - Cercando l’età dell’oro del giornalismo
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