Heygiò #45 - Le foto false della sorella dell'attentatore

HEYGIÒ - 5 TOP TREND NEWS SUL GIORNALISMO QUESTA SETTIMANA

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Heygiò seleziona 5 articoli + 1 video da fonti italiane e internazionali.
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  1. I giornali italiani e le foto false della sorella dell'attentatore di Manchester
  2. Netflix For News: Con 500mila iscritti Scribd sta provando questo approccio sul giornalismo
  3. Aiutaci a tracciare i licenziamenti nelle redazioni locali
  4. Giornalismo, gender e smentite
  5. Crea il tuo gif generato dai dati con il nostro nuovo strumento
  6. (Video) - Internazionali BNL d'Italia e Brand Journalism. Il videoracconto

I giornalisti locali dell’America stanno scomparendo. Ma nessuno sa esattamente quanto velocemente.
— David Uberti, Cjr

Heygiò
I giornali italiani e le foto false della sorella dell'attentatore di Manchester
Non è difficile immaginare come sia andata.
Ormai lo sappiamo: quando si parla di ISIS e di attentati, o comunque di terrorismo, la stampa italiana— tutta, non solo i siti di clickbaiting più spinto—applica standard tutti suoi.
Le verifiche sono accantonate, i controlli spariscono, lo scrupolo deontologico evapora. Spesso non si ragiona su cosa si pubblica o sull'opportunità di rilanciare—o quantomeno contestualizzare—la propaganda dell'ISIS, mentre si punta sul cercare storie "emotive" o "curiose" (che nel 140 percento dei casi sono prese dagli affidabilissimi tabloid inglesi).
Naturalmente, una dinamica del genere si è replicata anche in relazione all'attentato di Manchester.
Stamattina, infatti, il sito del Corriere della Sera (il Corriere, non notiziechenoncisicredeproprio.altervista.com) ha pubblicato una fotogallery sulla sorella di Salman Abedi, l'uomo identificato come l'attentatore. Vi chiederete: che senso ha dedicare un intero articolo a un parente dell'attentatore? Aggiunge qualcosa? C'è stato qualche tipo di appoggio, di complicità? Nulla di tutto ciò. Il motivo è un altro: la sorella è una modella; quindi ha un bell'aspetto; e quindi deve per forza finire in una fotogallery, così la gente ci clicca sopra.
Se ci fermassimo qui sarebbe già un livello giornalistico piuttosto basso. Perché sono chiarissimi sia il sottotesto pruriginoso, sia la completa assenza di notiziabilità. 
Solo che c'è un piccolo particolare: quelle foto non c'entrano nulla con la sorella dell'attentatore. Ritraggono infatti la youtuber Maya Ahmad e la modella canadese Janice Joostema.
vice.com

Fake
Giornalismo, gender e smentite
Venerdì 26 maggio 2017 il Giornale titolava:
Gender, lezione choc alle elementari: “Matrimonio gay tra due bimbi”
Poi a distanza di due giorni era costretto a pubblicare ben due smentite dello stesso articolo, purtroppo come spesso in questi casi ci sono altre testate che delle smentite se ne infischiano, come il Secolo d’Italia che ha ripreso l’articolo solo domenica, ma si è ben guardato dall’aggiornarlo con la smentita. No, il Secolo ha titolato così:
Gender, l’hanno fatta grossa: “nozze gay” a scuola tra due bambini
Fregandosene bellamente di pubblicare alcun aggiornamento. Perché informare non è interessante, il Gender fa parlare la gente, fa clikkare sui link, figuriamoci se si modifica un titolo così perfetto.
Il Secolo d’Italia apre il suo articolo così:
Siamo al delirio. Se non è violenza psicologica, se non è un assedio ideologico questo, come definireste mandare i vostri figli a scuola e venire a sapere che vengono “usati” per simulare un matrimonio gay in classe, con la benedizione delle maestre? Non è il massimo della vita, non è il sogno educativo della stragrande maggioranza delle famiglie. E’ una vera e propria pugnalata alle spalle da parte di certe maestre pericolose che si sovrappongono surrettiziamente alle famiglie: due maschietti vengono fatti mettere di fronte ad un immaginario altare per pronunciare il fatidico sì e poi scambiarsi il bacetto gay.
butac.it

Netflix for news
Con 500mila iscritti Scribd sta provando questo approccio sul giornalismo
L’approccio è ormai familiare: costruisci un'enorme biblioteca di contenuti, poi fai abbonare le persone con una piccola quota mensile per accedervi. Spotify lo ha fatto con musica. Netflix lo ha fatto con il video. Ora Scribd, una azienda di dieci anni che conta più di mezzo milione di iscritti, vuole applicare la stessa formula alle notizie. Questa mattina, Scribd ha annunciato di aver raggiunto accordi con quotidiani tra cui The New York Times, The Wall Street Journal, The Guardian, Financial Times e le redazioni, tra cui NPR e ProPublica. Le offerte permettono a Scribd di autorizzare i contenuti delle notizie da questi publisher nello stesso modo in cui Netflix acquista i diritti di film, spettacoli televisivi e altro. I lettori che pagano l’abbonamento di 8,99 dollari al mese a Scribd possono quindi leggere i contenuti su Android, iPhone e su browser web.
poynter.org

Newsroom
Aiutaci a tracciare i licenziamenti nelle redazioni locali
I giornalisti locali dell'America stanno scomparendo. Ma nessuno sa esattamente quanto velocemente. All'inizio di questo mese è stato Gannett, il più grande editore di quotidiani del paese, a lasciare a casa i dipendenti dalla sua rete di organizzazioni di notizie locali. Ora McClatchy, proprietario di Miami Herald, Kansas City Star e altri giornali, sembra stravolgere alcune delle sue sedi. Ma l'azienda, come Gannett prima, non dice niente sui dettagli. I cicli semi-regolari di abbattimento delle redazioni sono diventati così prevedibili come la spirale in discesa dei rapporti di guadagno trimestrale dei media. È nell'interesse degli editori di limitare le notizie di tale erosione di valore, ma celare queste informazioni è in conflitto con le missioni dei propri quotidiani. Il numero di giornalisti che le comunità stanno perdendo - in quanto vicenda importante a livello locale e questione sempre più urgente per il ruolo dei media nella vita civile - nessuno lo sa.
Poynter ha riferito che la Sacramento Bee è interessata da un numero di licenziamenti non divulgati, a seguito dei risultati tumultuosi del primo trimestre della società madre. L’editor capo Joyce Terhaar ha rifiutato di elaborare il numero di tagli di posti di lavoro in una e-mail a CJR, aggiungendo che il suo staff non ha i dettagli completi. 
Tutti i giornalisti sappiano che CJR vuole rendere pubbliche le informazioni che le società editrici non divulgheranno. Vi preghiamo di presentarci con qualsiasi notizia di riduzioni del personale della newsroom a duberti@cjr.org.
cjr.org

Strumenti
Crea il tuo gif generato dai dati con il nostro nuovo strumento
Le visualizzazioni dei dati sono uno strumento fondamentale di narrazione nel giornalismo e, anche se spesso sono complicati, non devono essere complessi. Infatti, con la crescita dei dispositivi mobili come metodo primario di consumo delle notizie, le visualizzazioni dei dati possono essere semplici immagini formattate per il dispositivo in cui appaiono. Inserisci i “data gif”. Queste animazioni possono essere utilizzate per una varietà di sofisticati approcci di narrazione con i giornalisti: un esempio arriva da Lena Groeger, che è diventata l'esperta nel lavoro con i data gif. 
Oggi abbiamo rilasciato Data Gif Maker, uno strumento per aiutare i giornalisti a creare questi visuals. Che mostrano le condivisioni di ricerche tra due topics concorrenti.
blog.google

(Video) Il presidente di Confindustria: Il direttore Napoletano è un grande professionista. Spero di rivedere presto la sua firma sul Sole 24 Ore. 
Nella puntata "Faccia a Faccia" di Giovanni Minoli in onda su La7 il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia commentando la crisi del "Sole 24 Ore" e l'inchiesta in corso spende parole positive sull'ex direttore Roberto Napoletano, dimissionario dopo l'avviso di garanzia ricevuto per false comunicazioni sociali, in una inchiesta che lo accusa di aver partecipando ad aver gonfiato i numeri di vendita del giornale. Immediata la replica sui social di molti giornalisti del quotidiano che hanno stigmatizzato quelle parole con commenti molto duri.
tiscali.it
Extra - Internazionali BNL d'Italia e Brand Journalism. Il videoracconto.
youtube.com