Heygiò #60 - Lo spazio grigio

Heygiò - QUELLO CHE TI SEI PERSO QUESTA SETTIMANA
Top trend news per giornalisti in 5 minuti.

Hey Giò,

tu che cosa ne pensi: puntare sulla pubblicità o sugli abbonamenti?

Mi ha fatto riflettere l'intervista che Poynter pubblica oggi a Jarrod Dicker, vicepresidente dell'Innovazione e delle strategie commerciali al Washington Post, uno degli uomini chiave della profittabilità dell'azienda di Bezos degli ultimi anni.

Dicker, che ha lasciato la sua posizione per dedicarsi a una nuova piattaforma di pubblicazione, Po.et, dice di credere sia alla pubblicità che agli abbonamenti ma denuncia la mancanza di un vero libero mercato per i creatori di contenuti. "Abbiamo costruito troppi confini. Pensiamo che tutto debba essere o bianco o nero, mentre ciò che siamo interessati ad esplorare qui è il grigio". 

Qui sotto puoi trovare invece la selezione di news della settimana.
Il tempo di lettura stimato è di 4 min. e 5 sec.

Buon tutto!
Stefano


Scenario. Robot che scrivono in prima pagina.

Già oggi l’intelligenza artificiale genera brevi articoli e report.

Ma può un robot generare in autonomia un articolo completo?

Nicola Bruno, già autore de La scimmia che vinse il Pulitzer, ha richiamato una tabella sulle tappe dei processi di apprendimento in campo creativo da parte delle macchine. 

Nel 2009 le macchine sono state in grado di redigere un breve resoconto di un avvenimento sportivo
Nel 2011 di battere un essere umano ad un gioco a quiz
Nel 2016 il computer ha battuto gli esseri umani in una gara di GO   (la cosiddetta dama cinese)

La tabella contiene anche delle previsioni. Ecco cosa faranno le macchine in autonomia nei prossimi anni:

2020 > competere e vincere in alcuni casi nei tornei mondiali di Poker
2024 > programmare in Python
2026 > scrivere un tema in una scuola superiore
2027 > comporre una canzone per entrare tra le top 40 in classifica
2028 > realizzare un video
2049 (eccoci) > realizzare un articolo da prima pagina per un quotidiano mainstream
(Fonte: Lsdi)


 Il giornalista Ahmet Altan ( Ansa )

Il giornalista Ahmet Altan (Ansa)

Prima linea 1. Condannati all’ergastolo in Turchia.
Sono stati condannati all’ergastolo Ahmet Altan, scrittore e giornalista, suo fratello Mehmet, economista e editorialista, e la veterana del giornalismo turco Nazlı Ilıcak.
Nel processo che li vedeva imputati di aver tentato di “rovesciare l’ordine costituzionale attraverso l’uso della forza e della violenza” la Corte del 26 ° Tribunale penale di Istanbul ha accolto la richiesta di carcere a vita per loro e altri i tre colleghi. (Fonte Articolo 21)

Prima linea 2. Rischiano 10 anni di carcere.
Due giornalisti della Reuters sono stati arrestati dopo il loro scoop sul massacro di Inn Din.

L’accusa è di essere entrati in possesso di documenti segreti, il rischio della pena è di 10 anni carcere. Kyaw Soe Oo e Wa Lone coprivano - nello Stato di Rakhine, nel Myanmar occidentale, al confine con il Bangladesh - l'espulsione dei Rohingya, una minoranza etnica di fede prevalentemente musulmana nel paese prevalentemente buddista.

Lo scorso 9 febbraio, Reuters ha pubblicato il reportage al quale avevano lavorato documentando l’uccisione di 10 Rohingya. (Fonte Valigia Blu)


Di che cosa scrivere. Quelli che risolvono i problemi.

The Upside è una nuova pubblicazione internazionale del Guardian, online dal 12 febbraio.
Si tratta di un progetto speciale orientato al Solutions Journalism (la copertura del come le persone stanno rispondendo oggi ai problemi) supportato da Fondazione Skoll. 
Il Guardian, valutando il progetto pilota durato un anno e mezzo, ha osservato una crescita di attenzione del 10% rispetto a questo tipo di articoli e che quasi 1 persona su 10 tende a condividere notizie positive sui social media.

Il progetto si occuperà di persone e innovazioni che affrontano i temi del clima, dell’assistenza sanitaria, del genere, della scienza e della tecnologia e della leadership della comunità.
Non c’è paywall e dunque l’accesso è libero ma il Guardian invita a un piccolo contributo. (Fonte: Journalism.co.uk)


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Che fare. Restare sul pezzo.

“Se c'è una cosa che spicca in particolare sul giornalismo collaborativo di WikiTribune - i cui utenti registrati sono passati dai 1.900 durante la fase beta del progetto a 7.700 - è la durata di alcune delle sue storie”.

Peter Bale, editor di WikiTribune, prima dirigente presso CNN e Microsoft, spiega che mentre un sito di giornali potrebbe pubblicare molte storie su un argomento, WikiTribune ama concentrarsi su un singolo pezzo. (Fonte: TheDrum)


Tools. Vendere abbonamenti con la app IOS e Facebook.

Facebook ha raggiunto un accordo con Apple, che consentirà al social network di lanciare uno strumento di abbonamento per gli editori su iOS.
Gli editori possono utilizzare lo strumento di iscrizione di Facebook per aggiungere un paywall ai propri articoli, in modo simile a quello che alcuni publisher stanno facendo con Google. Le prime visualizzazioni dell'articolo saranno gratuite, quindi agli utenti verrà richiesto di registrarsi per un abbonamento.

Il problema con Apple nasce dal fatto che mentre Facebook non carica alcun costo, ogni fornitore che vende direttamente all'interno della app iOS deve riconoscere il 30% delle sue entrate ad Apple. Succede per gli abbonamenti come per qualsiasi cosa venduta da terzi tramite app iOS.

Non si conoscono i termini dell’accordo ma con i primi di marzo dovrebbe essere operativo il nuovo strumento. (Fonte: SEJ)


Scadenze. Ney York Times: la carta ha ancora dieci anni di vita.

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Ai giornali di carta degli Stati Uniti restano dieci anni di vita. Dice così Mark Thompson, amministratore delegato del New York Times. Commentando i risultati positivi del NYT conferma che al momento guadagna di più con gli abbonamenti di carta ma sottolinea l’importanza del passaggio.

“Il punto fondamentale è che sul digitale crediamo di poter crescere molto, molto di più, abbiamo già oggi più abbonati digitali che abbonati alla carta. Il digitale sta crescendo molto rapidamente e il numero di abbonati digitali sarà di molte volte superiore a quelli tradizionali”. (Fonte: RealClearPolitics)

Ecco, finito anche per stavolta.
Alla Prossima!
Stefano